Un mondo pelato – Racconto di Marina

mondo pelato.jpgLe cure si susseguirono a cicli quindicinali per tre mesi e convivere con quell’affanno non fu facile.

C’erano i bambini. Risolutamente, decisi che non avrei permesso alla malattia di trasformarmi, nemmeno per un giorno, in una madre triste, sconfitta, ripiegata su se stessa. Dovevo salvaguardarli.

Loro, riparati dall’incoscienza dell’infanzia, parevano non accorgersi di nulla. Troppo piccoli per capire, intuivano che c’era qualcosa che non andava, ma non riuscivano a metterlo completamente a fuoco.

Solo il piccolo, che allora frequentava l’ultimo anno della scuola materna, prese a disegnare persone completamente calve: accanto a case, alberi, fiori e animali, scarabocchiava figure umane senza un solo pelo sul capo.

Non disegnò mai me senza, e gli altri con i capelli, ma fece l’operazione esattamente contraria: la mamma era pelata, tutto il mondo era pelato, compreso lui stesso.

Sei mesi dopo, terminate le cure, i miei capelli cominciarono a ricrescere, e di pari passo presero a ricrescere anche quelli della mamma nei suoi disegni; le spuntò dapprima una zazzeretta incerta, e poi via via una capigliatura sempre più folta.

In breve, riacquistarono il crine perso anche tutti gli altri.

Un mondo pelato – Racconto di Marinaultima modifica: 2009-04-10T20:33:00+02:00da tina_r
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